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La mia storia è una storia di impegno.
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Comincia con dieci anni di scoutismo.
Ero caposquadriglia dei Castori e il nostro motto era “Mi spezzo ma non mi piego”, ma in realtà io invidiavo quello delle Marmotte “Tutti per uno, uno per tutti”. Perché io sono così.
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La comunità è al primo posto nella mia vita.
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Dopo il liceo classico mi sono iscritta a Filosofia. Questi studi mi hanno permesso di capire che ogni persona, anche quelle che non lo sanno, è il frutto della storia del pensiero di coloro che ci hanno preceduto.

La cultura è indispensabile per creare valori collettivi, ovvero quel patrimonio ideale che governa le nostre vite nella società.
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Ho lavorato dieci anni in aziende internazionali occupandomi di marketing, e quella professione mi ha insegnato a guardare il mondo anche con gli occhi degli altri.
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Ascoltare è quello che ogni giorno cerco di fare.
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Ho fondato con Alessandro Baricco ed altri amici la Scuola Holden, il festival Torino Spiritualità e il Circolo dei lettori di Torino.
La cultura è il mezzo migliore per costruire comunità e per produrre cambiamento.
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C’è chi accetta che il mondo sia rotto,
io sono tra coloro che cercano di ripararlo.

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Ho fatto l’Assessora alla cultura e al turismo della giunta Chiamparino.
La buona politica può fare molto per migliorare il mondo in cui viviamo. Creare sviluppo, pensare al futuro delle nuove generazioni, affrontare i temi urgenti del presente, sono azioni che necessitano di visione e senso di responsabilità.
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La paura ci fa guardare indietro,
ma il progresso è solo davanti a noi.


Ho investito per aprire una piccola struttura recettiva nel Monferrato. Amo la mia terra, amo il Piemonte, le sue tradizioni, il suo paesaggio che dobbiamo preservare. Ma l’amore per le proprie radici non deve trasformarsi in barriere.

Sono piemontese, ma sono cittadina del mondo. La salvezza o è di tutte le persone o non c’è.
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Ho fondato Torino città per le donne un’associazione per le politiche locali sulla parità di genere. Penso che l’Europa e il mio Paese abbiano bisogno di una società che sappia superare le diseguaglianze, valorizzando quelle componenti tra cui le donne che spesso non hanno potuto partecipare a pieno titolo allo sviluppo e alla crescita. È una questione di equità, ma è anche e soprattutto un tema di sviluppo e di progresso.
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La prossima rivoluzione è la nostra.

Sono moglie e madre di una figlia e di un figlio. Sono felice di esserlo, ma penso che avrei potuto anche fare un’altra vita.
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Ci sono tante vite.
L’importante è trovare la propria.
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antparigi@gmail.com
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